Il grande equivoco sui BTP è semplice e, proprio per questo, pericoloso. Si pensa che possano scendere soltanto se l’Italia entra in crisi, se i conti pubblici peggiorano improvvisamente o se si verifica un evento politico destabilizzante. In realtà non serve una crisi italiana per far salire lo spread. È sufficiente che il rischio globale cambi direzione. E in questo momento qualcosa, nel mercato del credito internazionale, si sta muovendo in modo silenzioso ma significativo.
Per anni abbiamo associato l’allargamento dello spread BTP-Bund a fattori domestici, come tensioni con l’Unione Europea o incertezze sulla legge di bilancio. È una lettura rassicurante perché suggerisce che il destino dei BTP dipenda quasi esclusivamente dalle scelte di Roma. Ma il debito sovrano non vive in isolamento. È inserito in un sistema finanziario globale nel quale il prezzo del rischio viene determinato su scala internazionale, ben oltre i confini nazionali. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: