La nuova crisi geopolitica in Medio Oriente sta riaccendendo uno dei timori più ricorrenti dell’economia globale: quello di uno shock energetico capace di alterare inflazione, crescita e politica monetaria. Gli analisti finanziari ammettono apertamente l’incertezza. Non sono esperti militari e, mentre il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran entra nella sua seconda settimana, è difficile prevedere se resterà un evento circoscritto oppure se evolverà in un vero terremoto per l’economia mondiale.
In questo contesto i mercati stanno reagendo soprattutto attraverso il timore di un nuovo ciclo di inflazione. Le tensioni nel Golfo Persico hanno infatti spinto il prezzo del greggio oltre i 90 dollari al barile, mentre gli investitori temono che una parte significativa della produzione mediorientale possa subire interruzioni. L’ipotesi più temuta riguarda il rischio per le rotte energetiche del Golfo e in particolare per lo Stretto di Hormuz, un passaggio strategico attraverso cui transita una quota enorme del petrolio mondiale. [...]
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