C’è una data cerchiata in rosso nei calendari di molti piccoli investitori italiani: l’ultimo trimestre del 2026. Perché entro quella data il consiglio di amministrazione di Eni potrebbe deliberare un dividendo straordinario, in aggiunta al dividendo ordinario già annunciato. Non è una promessa, sia chiaro. È una clausola, una condizione, un "se". Ma è il tipo di "se" che vale la pena capire bene.
La notizia è circolata a marzo, dopo il Capital Markets Update 2026-2030 presentato da Eni il 19 marzo scorso. In molti l’hanno letta di sfuggita, tra un titolo e l’altro. Eppure nasconde una logica abbastanza precisa: Eni ha legato una parte della remunerazione agli azionisti all’andamento reale dei mercati energetici, con soglie definite e meccanismi pubblici. Non è marketing, è un impegno scritto nei documenti assembleari. [...]
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