Economia italiana

Il piano dell’UE per rilanciare l’economia italiana è fallito. Ed ora?

26 Maggio 2026 - 11:04

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Il piano dell'UE per rilanciare l'economia italiana è fallito. Ed ora?

Amy Kazmin

Il piano dell'UE per rilanciare l'economia italiana è fallito. Ed ora?

Paola Tamma

La crescita rimane debole nonostante l’Italia sia la principale beneficiaria dei sussidi e dei prestiti del fondo post-pandemia

Dalla costruzione di asili nido all’ammodernamento delle ferrovie, passando per la riforma del sistema giudiziario: la quota italiana del fondo europeo post-pandemia - 194 miliardi di euro - avrebbe dovuto imprimere una spinta "irripetibile" a un’economia da troppo tempo in affanno. Ma mentre si avvicina la scadenza per l’utilizzo di prestiti e sussidi, l’economia italiana rimane debole, alimentando così un dibattito sempre più acceso su cosa abbia davvero prodotto questo ambizioso pacchetto di investimenti legati alle riforme. "Alla fine dei conti, ci troviamo in una situazione in cui abbiamo un debito più alto e si sono registrati progressi molto scarsi sulle riforme serie", afferma l’economista Tito Boeri, coautore di un libro sul programma finanziato dall’UE intitolato “PNRR. La grande abbuffata”, la cui copertina ritrae banconote da 20 euro che bruciano. "Non sto dicendo che tutti i soldi siano stati sprecati", precisa Boeri, già presidente dell’INPS. "Ma non abbiamo migliorato il potenziale di crescita. E dato che avevamo già un debito elevato, questo è un problema serio".

Il programma, composto da 72 miliardi in sussidi e dalla restante parte in prestiti a basso interesse - il cosiddetto PNRR - è stato però rivisto sei volte, mentre Roma faticava a centrare gli obiettivi e l’inflazione innescata dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 faceva lievitare i costi delle opere pubbliche. Stefano Firpo, ex alto funzionario ministeriale che ha contribuito alla stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza originale, ha dichiarato che circa il 70 per cento degli obiettivi è stato modificato almeno una volta dopo che Giorgia Meloni è diventata presidente del Consiglio nel 2022. "Il piano che è in esecuzione oggi è qualcosa di completamente diverso rispetto a quello approvato nel 2021", ha detto Firpo, ora direttore generale di Assonime, l’associazione delle società per azioni con sede a Roma. "In molti di questi progetti, quando si chiede a cosa siano stati destinati questi soldi, la risposta è piuttosto nebulosa". Marco Leonardi, che è stato uno dei principali consiglieri economici di Draghi durante il suo mandato da premier e oggi è professore di economia all’Università degli Studi di Milano Statale, ha sottolineato come Bruxelles sia stata sorprendentemente indulgente nell’approvare le ripetute richieste di modifiche del nuovo governo. "La Commissione europea è stata comprensiva sotto molti aspetti", ha detto Leonardi. "Non è stata molto rigorosa nei controlli. Mi sarei aspettato un comportamento molto più severo. Invece, la Commissione ci ha lasciato fare quello che volevamo". [...]

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