Il costo dell’energia in Italia sembrerebbe ormai strutturalmente più elevato rispetto alla media europea, con uno scarto che nel 2024 si è attestato intorno al 12,6% secondo le rilevazioni di settore. Un differenziale di questa portata non riguarda soltanto le bollette domestiche: si propaga lungo tutta la catena del valore industriale, ridisegnando i margini aziendali e, di riflesso, le prospettive di alcuni titoli quotati a Piazza Affari.
La domanda che molti investitori si pongono non è se questo scenario cambierà a breve, ma piuttosto quali settori potrebbero trasformare questo squilibrio in un vantaggio competitivo relativo. [...]
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