L’estate, per chi guarda i mercati, ha sempre avuto un fascino ambiguo. Da una parte c’è l’idea di una stagione più lenta, fatta di volumi ridotti, operatori assenti e movimenti meno affidabili. Dall’altra c’è la tentazione di considerare i mesi delle vacanze come una parentesi quasi separata dal resto dell’anno, un tratto di strada nel quale conviene alleggerire, rimandare le decisioni e tornare davvero attivi solo a settembre.
La domanda, però, non può essere risolta con un proverbio. Dire semplicemente "sell in May and go away" può sembrare efficace, ma rischia di trasformare una regola di costume finanziario in una scorciatoia operativa. I mercati non seguono il calendario scolastico, non vanno in ferie nello stesso momento degli investitori e, soprattutto, non si muovono sempre nello stesso modo solo perché arriva giugno. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: