C’è una formula matematica vecchia di trent’anni che potrebbe far tremare i mercati globali, e quasi nessuno ne parla. La regola di Taylor, elaborata dall’economista John Taylor nel 1993, suggerisce che i tassi della Federal Reserve dovrebbero attestarsi intorno al 6%, quasi il doppio del livello attuale. Se questo modello avesse ragione, le implicazioni per chi detiene azioni, obbligazioni e BTP potrebbero essere molto più serie di quanto i mercati stiano oggi prezzando.
La regola di Taylor è una funzione di reazione della politica monetaria che stima il tasso di interesse "neutrale" ottimale combinando due variabili fondamentali: lo scarto tra inflazione effettiva e inflazione target (il cosiddetto inflation gap) e lo scarto tra PIL reale e PIL potenziale (l’output gap). La formula originale, nella sua versione più diffusa, assegna un peso pari a 0,5 a ciascuno dei due gap, aggiungendoli a un tasso reale neutrale di lungo periodo e al target inflazionistico della banca centrale. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: