Quando si parla di materie prime, la scena se la prende quasi sempre l’oro. È il metallo che finisce nei titoli dei giornali appena salgono le tensioni geopolitiche, appena il dollaro si muove con forza o appena gli investitori cominciano a temere che qualcosa, nei mercati o nell’economia, stia per rompersi. L’oro ha una forza narrativa immediata: protegge, rassicura, evoca crisi lontane e paure presenti.
Il rame racconta tutt’altra storia. Non è il metallo della paura, è quello dell’economia reale. Sta nelle reti elettriche, negli impianti industriali, nei data center, nelle infrastrutture, nei veicoli elettrici, nella transizione energetica e in buona parte della modernizzazione del sistema produttivo. Per questo, quando gli analisti tornano a guardarlo da vicino, non stanno parlando solo di una commodity: stanno parlando dello stato di salute e delle trasformazioni dell’economia globale. [...]
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