Il Giappone ha trascorso tre decenni intrappolato in una trappola che l’Europa sembrava osservare da lontano, quasi immune. Ma cosa succederebbe se quella stessa trappola stesse per scattare anche da questo lato del mondo, magari più velocemente di quanto chiunque si aspetti? Per capire perché il Giappone sia oggi lo specchio più nitido in cui l’Europa potrebbe riconoscersi occorre partire dalla sequenza storica che ha portato Tokyo dove si trova adesso, e poi sovrapporre quella sequenza a ciò che sta accadendo nell’eurozona in questo preciso momento.
Quando gli economisti parlano di "debt spiral", ovvero la spirale auto-alimentante del debito sovrano, citano quasi sempre il Giappone come caso di studio canonico. La sequenza è nota: lo scoppio della doppia bolla immobiliare e azionaria nei primi anni Novanta ha innescato una risposta fiscale e monetaria che si potrebbe definire senza precedenti per l’epoca. Tokyo ha risposto con deficit crescenti, tassi compressi vicino allo zero per un periodo che si è esteso oltre ogni previsione iniziale, e infine con un programma massiccio di acquisto di titoli di Stato da parte della Banca del Giappone, trasformando di fatto l’istituto centrale in principale finanziatore del debito pubblico. [...]
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