Nel silenzio digitale della blockchain, qualcosa si sta muovendo dopo sedici anni di immobilità assoluta. Indirizzi Bitcoin che non registravano transazioni dal 2009 stanno mostrando segnali di riattivazione, e i mercati non sembrano ancora aver prezzato questa variabile. Quello che potrebbe sembrare un dettaglio tecnico da appassionati di criptovalute potrebbe invece rivelarsi un indicatore macro di primissimo piano per chiunque gestisca patrimoni in modo conservativo.
Ma partiamo dai numeri. Si stima che circa 3,7 milioni di Bitcoin siano bloccati in indirizzi che non effettuano movimenti da oltre dieci anni. Al prezzo attuale, questo volume rappresenta una capitalizzazione potenziale superiore a $350 miliardi, ovvero una massa monetaria paragonabile all’intera capitalizzazione di borsa di diversi paesi europei di medie dimensioni. Quando anche una frazione minima di questa liquidità dovesse riattivarsi, le ripercussioni sui mercati potrebbero risultare tutt’altro che trascurabili. [...]
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