A luglio Enel stacca la cedola e per molti investitori retail il rendimento sembra allettante, ma dietro una yield compresa tra il 5% e il 6% si nasconde una struttura finanziaria che merita una lettura più profonda. Un debito netto da 57 miliardi di euro non è un dettaglio contabile: è una variabile che potrebbe ridefinire completamente il profilo rischio-rendimento di questo titolo.
In un contesto in cui i BTP decennali oscillano intorno al 3,5-3,7%, un rendimento da dividendo compreso tra il 5% e il 6% su un titolo quotato a Piazza Affari potrebbe sembrare una proposta difficile da ignorare per l’investitore retail abituato a ragionare in termini di flusso cedolare. La logica è comprensibile: Enel distribuisce dividendi con regolarità, il pagamento di luglio è atteso, e il confronto diretto con il rendimento dei titoli di Stato italiani sembrerebbe favorevole al titolo azionario. Il parlalleismo si rafforza quando pensiamo ad Enel come un titolo a partecipazione statale, considerando la partecipazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel capitale di Enel, che si attesta storicamente intorno al 23-24%. [...]
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