Quando il rame supera quota $12.500 per tonnellata e l’alluminio che arriva nelle fabbriche americane costa di fatto oltre $6.000, ci si dovrebbe chiedere se questi non siano semplicemente prezzi di mercato oppure segnali anticipatori di una pressione industriale destinata a farsi sentire molto più in profondità nei prossimi mesi.
Il rame non è mai stato soltanto un metallo. Tra gli operatori di mercato circola da decenni il soprannome di Doctor Copper, coniato per riconoscere la capacità storica di questo metallo di anticipare il ciclo economico globale con un anticipo che nessun altro indicatore tradizionale riesce a replicare con la stessa coerenza. Oggi quella capacità predittiva sembrerebbe messa alla prova da una domanda che ha cambiato struttura in modo profondo e forse irreversibile. La costruzione di data center dedicati all’intelligenza artificiale, il potenziamento massiccio delle reti di trasmissione elettrica, la diffusione dei veicoli elettrici e i programmi di riarmo avviati sia in Europa che negli Stati Uniti richiedono tutti quantità crescenti di rame, con tempistiche che si sovrappongono e si rafforzano a vicenda. [...]
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