La risposta, alla luce degli ultimi quindici anni di politica monetaria, è sì, ma con condizioni molto più restrittive rispetto al passato. Il famoso “put” – l’idea che la Federal Reserve intervenga per sostenere le Borse quando queste crollano – non è scomparso del tutto, ma è stato fortemente indebolito dall’esperienza dell’inflazione post-pandemia.
Le origini del concetto risalgono al 19 ottobre 1987, il giorno del Black Monday, quando il Dow Jones crollò del 22,6% in una sola seduta, il più grande calo percentuale della storia. Alan Greenspan, appena nominato presidente della Federal Reserve da pochi mesi, si trovò di fronte a una crisi di liquidità potenzialmente devastante. La sua risposta fu immediata e decisa. Dichiarò pubblicamente che la Federal Reserve sarebbe stata pronta a servire come fonte di liquidità, chiese alle banche di continuare a prestare denaro alle società di brokeraggio e nei mesi successivi tagliò i tassi di interesse. Il risultato fu sorprendente: i mercati si ripresero in fretta e l’economia americana non entrò in recessione. [...]
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