Non sempre una valuta si rafforza perché l’economia sta accelerando. A volte si stabilizza perché una banca centrale riesce a convincere il mercato che la fase più pericolosa è alle spalle. È quello che sta accadendo alla rupia indiana, finita negli ultimi mesi sotto pressione per effetto della forza del dollaro, dei deflussi di capitale dall’azionario indiano e del rincaro del petrolio.
La questione non riguarda soltanto il cambio tra dollaro e rupia. Dietro il movimento della valuta indiana c’è un tema più ampio: la capacità dell’India di finanziare il proprio fabbisogno esterno senza dover subire una svalutazione disordinata. Per un Paese che importa molta energia, e in particolare petrolio, la disponibilità di dollari è un elemento decisivo. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: