Le ragioni di una tale fuga sono presto dette. Gli investitori istituzionali stanno riducendo l’esposizione al rischio in risposta a un prezzo debole e a timori sui tassi di interesse della Federal Reserve, banca centrale degli Stati Uniti. E gli ETF su Bitcoin si sono rivelati essere lo strumento più rapido per alleggerire le posizioni. Sul fronte della concorrenza per il capitale speculativo, la criptovaluta si trova a fronteggiare avversari sempre più agguerriti, dall’intelligenza artificiale all’IPO di SpaceX, per non parlare dei mercati predittivi, tutti ben capaci di attirare buoni flussi che in altri momenti sarebbero finiti sul mercato crypto.
Sul piano regolatorio, il disegno di legge statuntese CLARITY Act, incentrato sulla struttura del mercato delle criptovalute, rischia di slittare all’autunno, scalzato dalle altre priorità legislative che si accumulano all’ordine del giorno del Congresso. [...]
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