La transizione dell’industria automobilistica tedesca verso la difesa, uno dei fenomeni più discussi del 2026, si sta scontrando con la dura realtà della geopolitica. Il piano di Volkswagen per riconvertire lo stabilimento di Osnabrück in un sito produttivo per il sistema antimissile Iron Dome, in partnership con l’israeliana Rafael, è finito in uno strano impasse.
A mettere i bastoni tra le ruote, secondo quanto riportato da Reuters e dalla Berliner Zeitung, è il terzo azionista del gruppo di Wolfsburg: il fondo sovrano del Qatar (QIA), che detiene il 17% dei diritti di voto. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: