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L’UE può imparare a difendersi? Alla ricerca di un’industria della difesa europea

12 Luglio 2026 - 19:24

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Oliver Hearn

L’Europa sta aumentando la spesa per la difesa, ma non è arrivata ancora a costruire le strutture industriali e di approvvigionamento che renderebbero questa spesa veramente efficace.

L’invasione russa dell’Ucraina ha accelerato la spesa per la difesa in Europa, ma budget più elevati da soli non creeranno una postura militare europea più forte senza una profonda integrazione industriale e acquisti comuni. Secondo le stime della NATO, gli alleati europei e il Canada hanno speso più di 500 miliardi di dollari per la difesa nel 2024, una cifra che è aumentata significativamente dall’inizio della guerra in Ucraina. Mentre nel 2024 l’UE ha stanziato 300 milioni di euro per cinque progetti congiunti di approvvigionamento della difesa, segno che Bruxelles cerca di trasformare il coordinamento in pratica piuttosto che in retorica, questa cifra resta comunque bassa rispetto alla spesa militare altrove.

Tuttavia, nonostante questa spesa, l’Europa fatica ancora ad agire come una potenza militare unificata. Il problema non è necessariamente la mancanza di denaro ma la mancanza di integrazione. Il mercato della difesa europeo rimane frammentato: gli Stati membri comprano ancora separatamente, seguono regole nazionali differenti e spesso proteggono i fornitori domestici, il che mantiene la produzione di piccole dimensioni, duplicata e costosa. [...]

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