Con una pipeline di circa dieci aziende pronte a tentare l’accesso alla quotazione entro la fine di luglio, Piazza Affari sembrerebbe sul punto di vivere un risveglio del mercato IPO dopo un primo semestre praticamente deserto: ma entrare prima che il mercato prenda atto di queste new entry potrebbe davvero rappresentare un vantaggio, oppure nasconde insidie che vale la pena considerare con attenzione? La risposta potrebbe non essere così semplice, perché il contesto in cui queste potenziali quotazioni si andrebbero a inserire è tutt’altro che lineare.
Il mercato delle nuove quotazioni italiane ha attraversato un primo semestre 2026 che potrebbe essere definito senza troppi giri di parole come una fase di sostanziale stasi. Sul segmento EGM (Euronext Growth Milan), il listino dedicato alle piccole e medie imprese italiane, si sono perfezionati appena tre collocamenti nei primi sei mesi dell’anno. Di questi, uno ha assunto i contorni di una quotazione prevalentemente tecnica, priva di raccolta reale di capitali: Praexidia Industrie Strategiche è sbarcata a gennaio sull’EGM PRO in attesa di definire i propri target di investimento. Un secondo operatore, OPT, ha chiuso il proprio collocamento a fine giugno raccogliendo appena €2 milioni, un importo che nella pratica dei mercati primari viene considerato simbolico. Solo Alia Mentis ha saputo generare un collocamento di dimensioni apprezzabili, portando a casa €32 milioni sempre nelle ultime settimane del semestre. [...]
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