Sono passati poco più di 40 anni da quando un giornalista politico statunitense ha scritto qualcosa sugli scandali che da quel momento in poi avrebbe dovuto diventare una lettura obbligatoria nelle scuole. "Lo scandalo non sta in ciò che è illegale, lo scandalo sta in ciò che è legale", scrisse Michael Kinsley, riferendosi al modo in cui le regole sono scritte per permettere a personaggi influenti, da Wall Street a Washington, di farla franca con comportamenti scorretti ma leciti.
Si dice che l’adagio di Kinsley sia stato superato nell’era del presidente Donald Trump. Si sbagliano. Basti pensare al sempre più grande disastro ambientale che i magnati dell’intelligenza artificiale ci stanno facendo subire, impegnati in una corsa contro il tempo per costruire sempre più data center. [...]
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