Ad Ankara Giorgia Meloni conferma il target già sottoscritto dall’Italia: 5% del Pil in difesa e sicurezza entro il 2035. Poi aggiunge una frase che pesa più del comunicato Nato: niente tagli alla sanità per finanziarlo. Per Leonardo, che secondo Barclays incassa oltre il 20% del fatturato dal mercato domestico, significa che circa 4,2 miliardi del suo fatturato sono legati a doppio filo al bilancio di Roma.
Il debito pubblico viaggia al 137,1% del Pil e nel 2026 è atteso salire ancora, fino al 138,6%: su questi numeri la strada dal 2,8% attuale al 5% promesso è tutta in salita. Con il deficit al 3,1%, l’Italia è dentro la procedura d’infrazione europea e non può attivare la clausola di salvaguardia nazionale, lo strumento che varrebbe fino a 34 miliardi l’anno di spesa militare esclusa dai vincoli Ue. [...]
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