Una delle domande che gli investitori si pongono più spesso è se ogni ribasso dei mercati rappresenti un’occasione di acquisto oppure l’inizio di una fase ribassista destinata a durare nel tempo. La risposta, come spesso accade sui mercati finanziari, non è assoluta. Dipende dal contesto economico, dalle valutazioni raggiunte dai listini e, soprattutto, dalla struttura del trend. Negli ultimi mesi l’attenzione degli operatori si è concentrata in particolare sull’inflazione e sulle decisioni della Federal Reserve. Il ragionamento è noto: tassi di interesse elevati possono rallentare consumi e investimenti, raffreddando progressivamente la crescita economica.
Osservando la storia dei mercati emerge però un aspetto meno intuitivo. Le Borse non hanno necessariamente iniziato a scendere mentre le banche centrali aumentavano i tassi. In diverse fasi storiche, i listini hanno continuato a salire proprio durante la stretta monetaria. Le correzioni più profonde sono spesso arrivate quando gli effetti dei tassi elevati hanno cominciato a manifestarsi sull’economia reale e il mercato ha iniziato a intravedere la possibilità di un primo taglio del costo del denaro. In quei momenti, la prospettiva di una politica monetaria più accomodante non è stata interpretata soltanto come una buona notizia, ma anche come il segnale di un rallentamento economico ormai evidente. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: