Mentre i mercati finanziari restano ipnotizzati dal crollo del free cash flow delle grandi piattaforme tecnologiche e dall’ascesa verticale dei tassi reali americani, esiste un segmento industriale che potrebbe stare vivendo in silenzio uno dei momenti più favorevoli della sua storia recente: i produttori di memorie DRAM, quei tre giganti che controllano oltre il 90% di un mercato che ogni dollaro speso in intelligenza artificiale è costretto, per ragioni fisiche prima ancora che economiche, ad attraversare.
Se ogni miliardo bruciato da Microsoft, Google, Meta e Amazon per costruire data center e addestrare modelli di AI finisce inevitabilmente per trasformarsi in ordini verso Samsung, SK Hynix e Micron, allora il "crollo" del free cash flow delle Big Tech potrebbe non essere una cattiva notizia per tutti: per qualcuno, in fondo alla catena di fornitura, potrebbe rappresentare esattamente il contrario. [...]
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