Se il Giappone produce da decenni i componenti meccanici più precisi al mondo, e se un report di Morgan Stanley stima che il mercato globale dei cuscinetti per la robotica potrebbe valere circa $260 miliardi entro il 2050, vale davvero la pena chiedersi perché tre aziende giapponesi specializzate in questa tecnologia vengano oggi valutate dai mercati come se producessero bulloni anonimi.
Il paradosso è che proprio mentre le Big Tech bruciano centinaia di miliardi di dollari in chip e data center per costruire un’intelligenza artificiale che pensa, qualcuno dovrà necessariamente costruire i corpi fisici che la faranno muovere, e quei corpi, per articolarsi con la precisione di un essere umano, avranno bisogno di decine di cuscinetti ad altissima precisione per ogni singolo robot umanoide prodotto. [...]
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