Da gennaio a oggi il conto è pesante e diseguale. Intuit, la casa di TurboTax, vale il 62% in meno rispetto al massimo di un anno fa: è tra i titoli che hanno perso di più in tutto il Nasdaq 100. Workday ha tagliato 400 posizioni nell’area che segue i clienti già in portafoglio. ServiceNow ha chiuso il primo trimestre con ricavi in crescita e ha alzato le previsioni per l’anno: il titolo vale comunque quasi il 20% in meno rispetto a inizio 2026. Salesforce cresce a doppia cifra e tratta a un multiplo sugli utili che sta un terzo sotto la media del settore software. SAP, che in Europa vende la stessa promessa per postazione, ha perso circa il 30% da inizio anno; Adobe tratta oggi a dodici volte gli utili attesi.
Due industrie che non si parlano arrivano nello stesso semestre alla stessa scena: un compito tolto alle persone e affidato a un programma, poi restituito in parte alle persone perché da solo il programma non reggeva. Nell’auto il ritorno ha già un numero, una classifica pubblicata. Nel software il conto è ancora aperto: ad Atlassian, a marzo, è capitato per la prima volta che il numero di postazioni vendute scendesse invece di crescere, e l’azienda ha tagliato 1.600 persone, un decimo del proprio personale. Nessun trimestre ha ancora certificato quanti di quei nomi nell’elenco non torneranno davvero. [...]
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