Questo mese i politici a Washington si preoccupano ancora una volta degli squilibri globali. Non c’è da stupirsi: non solo gli US hanno bisogno di investitori stranieri che acquistino un mucchio sempre più gonfio di Treasuries, ma le esportazioni della China continuano a crescere, alimentando i deficit occidentali. C’è però un secondo aspetto degli squilibri di oggi di cui si parla raramente: la dimensione della finanza globale rispetto all’economia “reale”.
Questo mi affascina da quando nel 2007 intervistai uno studioso di finanza islamica che paragonava i mercati moderni a una macchina per lo zucchero filato. Il motivo? Gli asset reali come le case venivano usati per garantire debiti che poi venivano venduti più volte, in parte con i derivati, proprio come lo zucchero viene filato e rifilato fino a diventare zucchero filato. [...]
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