Il ritorno delle turbolenze in Medio Oriente ha riacceso la miccia dell’inflazione a causa dei rialzi dei prodotti energetici. Ne abbiamo tutti la riprova considerato il prezzo del carburante alla pompa, ai massimi annui. Ben presto questi aumenti si trasferiranno al resto dei beni e servizi finali, a rievocare i danni da inflazione del triennio ’21-’23.
In questi scenari prevedere le prossime mosse delle Banche Centrali, a partire da FED e BCE, non è affatto scontato. L’economia reale palesa alcune crepe, tipo il crollo delle vendite di case e il calo dei nuovi posti di lavoro a giugno negli States. Il rischio più temuto è la stagflazione, cioè una combinazione di inflazione su e di PIL e occupazione giù, il peggiore dei mali possibili in economia. [...]
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