L’ampio movimento ribassista che ha colpito diversi titoli ad alta capitalizzazione nel corso del mese di luglio 2026 ha trasformato le posizioni short aperte da Michael Burry alla fine di giugno in una delle operazioni più discutibili e al tempo stesso più redditizie del periodo, soprattutto se lette alla luce del potente rally della prima metà dell’anno, interamente sostenuto dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e dalla conseguente corsa agli investimenti in infrastrutture.
Il gestore, già celebre per le scommesse contro il mercato immobiliare americano raccontate in The Big Short, aveva reso pubbliche su Substack il 30 giugno le sue nuove posizioni ribassiste su Caterpillar, Nvidia, il VanEck Semiconductor ETF, Applied Materials e Tesla, tutte avviate dopo rialzi sostenuti. Gli short, com’è noto, consistono nel prendere in prestito titoli, venderli immediatamente e rimborsare il prestito in un secondo momento a un prezzo inferiore, scommettendo quindi su un declino delle quotazioni. [...]
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