L’ascesa di Bending Spoons rappresenta uno dei casi più interessanti e controintuitivi dell’attuale fase di mercato, in cui il boom dell’intelligenza artificiale viene spesso associato a valutazioni elevate e a promesse di crescita esponenziale, mentre questa società milanese sembra invece erodere i margini di quel medesimo boom attraverso un modello operativo radicalmente differente.
Nata come conglomerato tecnologico italiano e quotata al Nasdaq il 1° luglio 2026, Bending Spoons ha chiuso la seduta del 27 luglio a 33,26 dollari, con un calo dello 0,80 punti pari al 2,35 percento, eppure gli analisti continuano a intravedere spazi di rialzo significativi. Bernstein stima un potenziale upside del 17 percento, Goldman Sachs – che ha guidato l’offerta pubblica iniziale – parla del 26 percento, mentre Wells Fargo e Mizuho spingono le aspettative fino al 32 percento. [...]
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