Quando si confrontano due o più BTP, la prima cifra che cattura l’attenzione è quasi sempre il rendimento effettivo a scadenza. Si tratta dell’indicatore più utilizzato: rappresenta la sintesi di quanto il titolo potrebbe rendere mantenendolo fino al rimborso finale. Tuttavia, fermarsi a questo dato può essere riduttivo. Due titoli di Stato possono infatti offrire un rendimento molto simile e, allo stesso tempo, avere una struttura del rendimento profondamente diversa.
Una parte del rendimento può derivare dalle cedole periodiche, mentre un’altra dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso. Comprendere questa differenza permette di leggere un BTP con maggiore consapevolezza e, in alcune situazioni, anche di cogliere possibili implicazioni fiscali previste dalla normativa vigente. Un esempio pratico aiuta a capire perché. [...]
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