Fino all’anno scorso, i titoli che riuscivo davvero a seguire personalmente — leggere i conti, controllare il grafico, ricordarmi perché li avevo scartati o tenuti — erano poche decine. Per gli altri c’era l’Ufficio Studi che mi ha sempre supportato in modo più che egregio, dandomi ogni mese indicazioni puntuali e i riferimenti macro che mi sono serviti per operare.
Ma fuori da quel pur ampio cono di luce il resto del mercato lo intercettavo tardi: se un titolo che non fosse sotto i riflettori saliva del 20% in un mese probabilmente me ne accorgevo in ritardo, con sempre il dubbio che il grosso del movimento fosse già nel prezzo. [...]
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