Hai mai risposto a un questionario di profilatura del rischio? Poche domande, un punteggio, un’etichetta: prudente, equilibrato, dinamico. La domanda giusta non è cosa ti chiede — chiede giustamente età, orizzonte temporale, esigenze di liquidità. La domanda è cosa succede alle tue risposte dopo che le hai date.
Chi ha deciso quanto pesa "accetterei una perdita del 10%" rispetto a "ho bisogno di liquidità tra due anni"? Con quale logica sei diventato un 6 su 10 invece di un 5 o di un 7? Quasi nessun cliente lo sa — e quasi mai quel metodo, i pesi, le soglie, le combinazioni, è reso pubblico. Rispondi alle domande, ottieni un’etichetta, e devi fidarti che il passaggio in mezzo sia stato fatto bene. [...]
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