La repressione finanziaria sta tornando protagonista silenziosa dei mercati globali, e i risparmiatori di tutto il mondo farebbero bene a prestarvi attenzione.
Non si tratta ancora di un’imposizione esplicita che costringa i cittadini ad acquistare debito pubblico, ma di un insieme di interventi indiretti che mantengono artificialmente bassi i costi di finanziamento degli Stati. L’episodio più recente che ha riportato il tema sotto i riflettori è la decisione degli Stati Uniti di sostenere lo yen giapponese attraverso un intervento congiunto, un’operazione che va ben oltre la semplice stabilizzazione di una valuta alleata. [...]
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