Mentre le immagini dei fiumi europei a secco e dei bacini americani ridotti ai minimi storici rimbalzano sui telegiornali del 2026, c’è chi si chiede se quella che sembra una catastrofe ambientale stia in realtà producendo rendimenti silenziosi per qualcuno: possibile che l’emergenza idrica più grave degli ultimi decenni si stia già traducendo in performance positive per chi aveva puntato sulle infrastrutture dell’acqua prima che la crisi diventasse titolo di prima pagina?
Chi aveva inserito in portafoglio gli ETF sull’acqua negli anni scorsi starebbe oggi raccogliendo i frutti di una scelta che all’epoca poteva sembrare di nicchia: la domanda di acqua, a differenza di quasi qualsiasi altro bene, non conosce elasticità, e le aziende che gestiscono le reti idriche, le tecnologie di trattamento e le infrastrutture di distribuzione hanno continuato a generare ricavi anche mentre il resto del mercato oscillava sotto la pressione dell’inflazione e dei tassi. [...]
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