Ferie finite, vecchi problemi che si ripropongono. Il conto corrente ha assorbito il colpo dell’estate, tra viaggi, bollette arretrate e spese che tornano puntuali a settembre, e adesso si ripresenta la domanda di sempre: dove impiegare la parte di capitale che nell’immediato non serve? Soprattutto, come farlo senza doversene pentire tre mesi dopo?
La risposta dipende da tre variabili che andrebbero messe in fila prima ancora di accedere al conto titoli: quanto si cerca, in quanto tempo e inseguendo quale rischio. Sono domande banali solo all’apparenza, perché è dalla loro combinazione che discende tutto il resto. Chi ha un orizzonte di dieci anni può permettersi oscillazioni che chi ne ha due semplicemente non può sopportare, e chi punta al massimo rendimento possibile deve accettare che il controvalore del suo portafoglio balli. Il reddito fisso, da questo punto di vista, permette di scendere in campo con discreti airbag, che sul breve periodo sono ampi e profondi: più la scadenza è vicina, meno spazio hanno i prezzi per allontanarsi dalla parità. [...]
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