Mercato obbligazionario

Così Hormuz e inflazione stanno cambiando il futuro dei BTP

19 Agosto 2026 - 07:43

-

15 visualizzazioni

Tommaso Scarpellini

Hormuz chiuso, energia cara, tassi fermi o in salita: i BTP potrebbero non essere più lo scudo che sembravano. Oppure sì.

Con il Golfo Persico che si trasforma in un teatro di tensione diplomatica senza precedenti, dove Washington e Teheran si accusano reciprocamente di violare accordi già fragili e lo Stretto di Hormuz rimane di fatto bloccato da quasi sei mesi, vale davvero la pena chiedersi per quanto tempo ancora il prezzo dell’energia globale potrà restare ostaggio di questa partita a scacchi? E con esso, cosa aspettarsi davvero dal BTP? La risposta potrebbe non accontentare tutti.

Per comprendere il meccanismo che collega la crisi USA-Iran al costo dell’energia in Italia, occorre partire da una realtà geografica con implicazioni finanziarie dirette. Lo Stretto di Hormuz rappresenta il principale chokepoint energetico globale: attraverso quella rotta transiterebbero circa il 20% degli approvvigionamenti mondiali di petrolio e una quota analoga di GNL, il gas naturale liquefatto. Quando quel corridoio si contrae o si interrompe, i mercati non reagiscono sulle scorte disponibili nell’immediato, ma incorporano nel prezzo il rischio prospettico di settimane o mesi di fornitura compressa. È precisamente questo il fenomeno in corso. [...]

Money

Questo articolo è riservato agli abbonati

Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it

Accedi ai contenuti riservati

Navighi con pubblicità ridotta

Ottieni sconti su prodotti e servizi

Disdici quando vuoi

Abbonati ora

Sei già iscritto? Clicca qui

Commenta:

Money.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 84/2018 del 12/04/2018.

Money.it srl a socio unico (Aut. ROC n.31425) - P. IVA: 13586361001

Termini e Condizioni