Il Btp trentennale italiano, quello con scadenza ottobre 2055 e cedola annua del 4,65%, si avvicina pericolosamente alla soglia psicologica del 5% di rendimento, lambendo una soglia che non veniva sfiorata dal 2023, ma cosa significa davvero questo movimento per chi detiene titoli di Stato nel proprio portafoglio?
La radice di questa tensione non sembrerebbe di origine domestica. I mercati obbligazionari globali gravitano attorno a un punto di riferimento che non è europeo: i Treasury americani, vale a dire i titoli di Stato emessi dal governo degli Stati Uniti. Quando i rendimenti dei Treasury a lungo termine salgono, tutti gli emittenti sovrani si trovano costretti ad adeguarsi, pena la perdita progressiva di attrattività nei confronti degli investitori internazionali, che disporrebbero di un’alternativa percepita come meno rischiosa con rendimenti crescenti. Il Treasury a 30 anni avrebbe superato il 5,3% nel corso del 2026, toccando livelli che non si registravano dal 2007. [...]
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