Il dossier dell’ex Ilva, gestito da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, continua a pesare sui bilanci della siderurgia italiana come una passività potenzialmente miliardaria. La decisione della Corte d’Appello di Milano di ordinare la sospensione dell’area a caldo di Taranto entro la fine di ottobre 2026, motivata dalla presenza di amianto e dalle emissioni di polveri sottili, ha accelerato i tempi e spinto Federacciai a presentare, a metà agosto, una manifestazione di interesse non vincolante insieme a quattordici imprese associate.
Tra queste figura ABS Acciaierie Bertoli Safau, la divisione steelmaking del Gruppo Danieli. L’iniziativa, guidata da Antonio Gozzi, riguarda l’area a freddo di Taranto e gli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconigi, con l’ipotesi di una Newco partecipata dalle aziende coinvolte. Si tratta di un passaggio preliminare, subordinato a due diligence, perimetrazione chiara degli asset e scudo ambientale e giudiziario. [...]
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