Quando, il 22 marzo 2026, il consiglio di amministrazione di Poste Italiane deliberò di lanciare un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di TIM, pochi osservatori immaginavano che l’operazione avrebbe assunto i contorni di una vera e propria riorganizzazione industriale di portata sistemica.
A distanza di cinque mesi, con il periodo di adesione ormai entrato nelle settimane conclusive, il mercato e gli analisti osservano con crescente attenzione non solo i numeri delle adesioni, ma soprattutto le conseguenze che un eventuale successo potrebbe produrre sul panorama delle infrastrutture critiche, dei servizi digitali e della sovranità tecnologica nazionale. [...]
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