Materie Prime

La strategia cinese sulle terre rare è sempre più sofisticata. Per batterla, ci vogliono investimenti pubblici

26 Agosto 2026 - 07:52

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Sergio Giraldo

La Cina limita gli input più critici ma continua a esportare magneti, difendendo così il controllo della filiera globale delle terre rare.

La forza della Cina nelle terre rare non dipende soltanto dalle miniere. È il risultato di decenni di politica industriale concentrata soprattutto nelle fasi a maggior valore aggiunto. Nel 2025 Pechino ha prodotto circa 270 mila tonnellate di terre rare su un totale mondiale di 390 mila, ma il vero squilibrio emerge più avanti nella filiera.

La Cina concentra circa il 91% della separazione e della produzione di metalli delle terre rare e circa il 94% dei magneti permanenti, quelli utilizzati nei motori elettrici, nella robotica, nelle turbine eoliche, nell’aerospaziale e nei sistemi militari. Da qui si comprende il significato dei controlli introdotti nell’aprile 2025 su sette terre rare medie e pesanti, fra cui disprosio e terbio. Nei primi mesi l’effetto fu pesante. [...]

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