Lo stipendio deve essere commisurato al lavoro svolto. È questo il principio, tanto semplice quanto importante, sul quale si fonda una recente sentenza del Consiglio di Stato, la n. 4969 del 22 giugno 2026, destinata a diventare un riferimento per tutti quei lavoratori che svolgono la propria attività in condizioni particolarmente disagiate.
Nel valutare se una retribuzione è adeguata, infatti, non bisogna considerare solamente il numero di ore lavorate: contano anche l’ambiente nel quale viene svolta la prestazione, come pure la particolare gravosità delle mansioni. È proprio su questo concetto di “disagio” che si è concentrato il Consiglio di Stato, riconoscendo la possibilità di introdurre un’indennità specifica persino quando non è prevista dal contratto collettivo applicato dall’azienda. [...]
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