Il rendimento dei Treasury decennali statunitensi ha toccato il 5,27%, un livello che non si vedeva dal 2007 quando, nel giro di pochi mesi, ne seguì il peggior crollo finanziario della storia moderna. Per comprendere perché tale livello potrebbe rappresentare un segnale sistemico e non una semplice oscillazione tecnica, vale la pena partire da una domanda apparentemente banale: perché i rendimenti obbligazionari salgono?
Quando uno Stato emette debito, offre agli investitori un tasso di interesse in cambio del capitale prestato. Se la fiducia nella solvibilità del debitore si deteriora, oppure se l’offerta di titoli supera strutturalmente la domanda, gli investitori pretendono un premio di rendimento più elevato per accettare quel rischio aggiuntivo. Sembrerebbe essere esattamente questo il meccanismo in atto sui mercati obbligazionari americani: con un debito pubblico che ha superato i $40.000 miliardi e che cresce a un ritmo di circa $8 miliardi al giorno, i mercati inizierebbero a interrogarsi su quanto a lungo il debitore più grande del mondo possa mantenere il proprio status di porto sicuro universale. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: