Il prezzo medio all’ingrosso dei prodotti raffinati sul mercato mondiale è più alto di quasi 50 dollari al barile rispetto a un anno fa. I margini medi di gasolio e jet fuel valgono il triplo dei livelli di dodici mesi prima, mentre il Brent dated è salito del 34%. Lo scarto misura dove si è spostato il problema: dalla disponibilità di greggio alla capacità di trasformarlo in carburanti.
Gli attacchi alle raffinerie in Medio Oriente e in Russia si sono innestati su un sistema già tirato da anni di investimenti insufficienti. I fermi degli impianti nel mondo, programmati e non, viaggiano a 9,8 milioni di barili al giorno: il 60% sopra la norma stagionale e 3,1 milioni in più su base annua. Le lavorazioni globali sono scese di 7 milioni di barili al giorno su base annua e da marzo girano in media 6 milioni sotto i livelli tipici del periodo. Il calo si concentra in Medio Oriente (2 milioni), Cina (1,8), resto dell’Asia (1) e Russia (0,7), e l’aumento delle lavorazioni americane e africane non lo compensa. [...]
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