Il mercato dei metalli industriali entra nell’autunno con due segnali apparentemente contraddittori. Da una parte tornano le preoccupazioni per la crescita mondiale, alimentate dal petrolio sopra i 90 dollari, dalle tensioni con l’Iran e dalla prospettiva di una Federal Reserve più restrittiva. Dall’altra, l’offerta di alcune materie prime resta talmente tesa da impedire una vera correzione dei prezzi. È il caso del rame, ancora vicino ai massimi storici, e soprattutto dell’alluminio negli Stati Uniti, dove la scarsità è ormai diventata anche un problema strategico.
Donald Trump lo ha detto senza mezzi termini durante un comizio virtuale in Oklahoma, nel pieno della campagna per le elezioni di medio termine: gli Stati Uniti hanno un bisogno disperato di alluminio. Il Paese importa ancora circa il 60% del proprio fabbisogno e il Canada resta di gran lunga il principale fornitore. Una dipendenza che oggi entra in collisione con la politica commerciale della Casa Bianca, dopo l’aumento al 50% dei dazi sulle importazioni di alluminio deciso nel giugno 2025. [...]
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