Per decenni, chi cercava rendita dai mercati obbligazionari doveva accontentarsi di tassi ai minimi storici, spesso inferiori all’inflazione reale. Oggi qualcosa di strutturale sembrerebbe essere cambiato: circa l’84% dei titoli obbligazionari a livello globale offrirebbe rendimenti superiori al 4%, una soglia che fino a pochi anni fa apparteneva quasi esclusivamente al segmento ad alto rischio. La domanda che molti investitori si stanno ponendo non è se cogliere questa finestra, ma come farlo senza esporsi a eccessivi rischi che potrebbero erodere il capitale proprio nel momento meno opportuno.
Per comprendere la portata di questo cambiamento, vale la pena partire da dove eravamo. Tra il 2015 e il 2021 circa, i rendimenti obbligazionari globali si erano compressi in modo quasi senza precedenti: oltre la metà del debito sovrano mondiale si trovava in territorio a rendimento negativo o prossimo allo zero. Chi cercava una cedola anche solo attorno al 2% doveva spingersi su scadenze lunghe o su emittenti con rating meno solidi. [...]
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