Seduti nel mio ufficio. Hanno un figlio che non potrà mai gestire da solo un patrimonio; altre volte invece la persona fragile è un anziano con un patrimonio da salvaguardare. E la prima domanda che fanno è quasi sempre la stessa: "Ci serve un trust?"
È la domanda sbagliata, o meglio: è la domanda che salta tutte quelle che dovrebbero venire prima. Prima di arrivare a "quale strumento", va capito con che grado di autonomia si muove la persona fragile, se esiste già un amministratore di sostegno o se ne servirà uno in futuro, come sono davvero i rapporti tra i familiari coinvolti - perché la stessa struttura che protegge in una famiglia unita può bloccarsi in una famiglia in conflitto - e cosa si vuole ottenere per davvero: segregare il patrimonio da eventuali creditori? Garantire continuità assistenziale? Proteggere da un familiare specifico? O solo pianificare la successione senza sorprese? [...]
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