Per anni il paragone è sembrato quasi una provocazione. Da una parte l’oro, utilizzato come riserva di valore da millenni, presente nei bilanci delle banche centrali e profondamente integrato nel sistema finanziario mondiale. Dall’altra Bitcoin, nato nel 2009, privo di un emittente centrale e caratterizzato da oscillazioni di prezzo che in più occasioni hanno prodotto rialzi vertiginosi e correzioni superiori al 50%.
Eppure qualcosa sta cambiando nel comportamento dei due mercati. Non nelle loro caratteristiche fondamentali, che rimangono molto differenti, ma nel modo in cui reagiscono ad alcuni grandi temi macroeconomici. Quando tornano al centro dell’attenzione il debito pubblico, i rendimenti reali, la politica monetaria e il potere d’acquisto delle valute, oro e Bitcoin sembrano muoversi sempre più spesso nella stessa direzione. [...]
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