Gli italiani spendono sempre di più per la casa, il cibo e la mobilità, mentre gli europei puntano maggiormente su salute e tempo libero. Non è un bivio netto, ma i dati Eurostat sui consumi raccontano bene come sta evolvendo, per scelta o per necessità, il modo di spendere delle famiglie dell’Unione Europea. In media quasi la metà del budget dei nuclei, dal Nord al Sud del continente, viene investito nelle tre categorie appena citate, ossia per un alloggio, per i pasti e per spostarsi. Nel 2026, infatti, circa il 46% della spesa totale per consumi delle famiglie Ue riguarda alimentari e bevande non alcoliche, poi abitazioni, acqua ed energia e trasporti.
L’incidenza delle varie voci però può cambiare nel tempo: se una componente diventa più preponderante sul totale della spesa può significare che i beni e servizi che rappresenta sono diventati più costosi, oppure indicare un acquisto in quantità maggiori (ma anche una combinazione delle due cose). C’è quindi da considerare che l’aumento della spesa è influenzata da fattori esterni (come l’inflazione, che aumenta i prezzi e l’incidenza di alcune voci) o legati alle preferenze dei consumatori. Detto questo, i pesi dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo dimostrano con chiarezza che negli ultimi vent’anni le famiglie italiane hanno spostato una fetta significativa del proprio paniere, più degli europei, proprio verso casa e utenze, cibo e trasporti, mentre si è ridotta la spesa per abbigliamento e arredamento. Per dirla in modo netto, stiamo spendendo sempre di più per necessità di base e per spostarci e meno per vestirci e arredare casa: sta crescendo il peso delle cosiddette spese obbligate. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: