Gli stoccaggi europei di gas sono pieni per circa il 68%, un livello che a metà settembre risulta il più basso da quindici anni e di circa 12 punti sotto quello del 2025. In Germania il dato scende al 56%, in Olanda al 48%. Il TTF, il prezzo di riferimento del gas in Europa, ha superato gli 80 €/MWh, il massimo dal dicembre 2022, dopo la chiusura dell’oleodotto saudita Est-Ovest e l’avanzata degli Houthi nel Mar Rosso. Lo Stretto di Hormuz, da cui prima della guerra passava un quinto del GNL mondiale, resta di fatto chiuso al gas del Qatar e degli Emirati e le esportazioni del Golfo sono calate di oltre l’85% tra marzo e agosto.
Il meccanismo che riempie i depositi si è inceppato, un’altra volta, dopo la tragica esperienza del 2022. Gli operatori comprano gas d’estate a prezzi bassi e lo rivendono d’inverno con margine, ma con la curva dei prezzi attuale, che paga più il gas immediato di quello invernale, l’iniezione in stoccaggio non conviene. Il risultato è che il mercato, lasciato a sé stesso, non compra abbastanza. Le stime collocano il picco di riempimento europeo tra il 70% e il 75%, contro l’83% raggiunto nel 2025. [...]
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