Il rame ha toccato il 9 settembre un massimo storico di 14.779 dollari la tonnellata sul London Metal Exchange, quarta seduta consecutiva di rialzo, con analisti che davano per possibile la soglia dei 15.000 entro la settimana. Due giorni dopo il metallo perdeva più del 4% in una seduta. Da allora scivola verso i minimi da sette settimane, con il contratto COMEX intorno a 6,3 dollari la libbra e il tre mesi LME intorno a 14.200 dollari.
Il motivo del rialzo e quello della caduta coincidono, poiché ancora una volta si tratta dei dazi americani. Nel luglio 2025 Trump si era fermato alle tariffe del 50% sui semilavorati (tubi, cavi, lamiere) e aveva chiesto al Segretario al Commercio una raccomandazione entro il 30 giugno su un dazio del 15% sul rame raffinato dal primo gennaio 2027, da portare al 30% nel 2028. La scadenza è passata ma la decisione non è arrivata. In attesa, il mercato ha scommesso che il dazio sarebbe arrivato e ha spedito negli Stati Uniti quantità enormi di metallo. [...]
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