Hai superato i 50 anni e il tuo stipendio ti permette finalmente di mettere da parte qualcosa alla fine del mese, tanto da iniziare a valutare l’iscrizione a un fondo pensione per integrare il futuro assegno pubblico. Una possibilità che acquista interesse soprattutto se i guadagni sono cresciuti nella seconda parte della vita lavorativa, dal momento che una retribuzione più alta negli ultimi anni non basta, da sola, a garantirsi una pensione altrettanto soddisfacente.
Per la quota calcolata con il sistema contributivo, infatti, contano i contributi accumulati nell’intero periodo soggetto a questo metodo, compresi gli anni in cui lo stipendio era più basso o il lavoro discontinuo. Tra l’ultima busta paga e la prima pensione può quindi aprirsi una distanza significativa, il cosiddetto tasso di sostituzione, con conseguenze sul tenore di vita raggiunto proprio quando si era finalmente conquistata una maggiore tranquillità economica. [...]
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